Fossiata cava dell'orso
Caserma della Fossiata, Colle dell’Esca, colle del Lupo, Giganti di Gallopane, Cava dell’Orso
Sentiero n.4 – Itnerario naturalistico
Lunghezza: 7,5 km
Tempo medio di percorrenza: 4,30 h
Dislivello: 300 m
DifficoltĂ : E (Escursionistico)
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Il percorso è ad anello, si parte dalla località “Fossiata” al km 5 della ss 282 per Bocchigliero in prossimità dell'ex Museo dell’Artigianato.
La prima fase del cammino è in salita, si può osservare una bellissima foresta di pino laricio (specie che è possibile trovare solo in Sila con maestose foreste, e sull’Etna, in Corsica e nei Balcani in piccole quantità ), con alberi di età di circa 100 anni, oltre che esemplari di abete rosso e larice, entrambi specie alpine introdotte.

Lungo il percorso è facile incontrare lo scoiattolo (Sciuris vulgaris meridionalis, specie endemica del sud Italia), la volpe, la lepre e con un pò di fortuna anche branchi di cervi, di caprioli o di cinghiali, molto diffusi in questa area.
In tarda primavera ed inizio estate, passeggiando in questi favolosi boschi, si percepisce subito il forte e gradevole odore degli abbondanti frutti di bosco (fragole, lamponi, more).

In autunno, a conquistare l’attenzione olfattiva dei visitatori è il profumo delle numerose specie di funghi presenti.
Proseguendo nella parte più alta del sentiero, il Pino Laricio viene sostituito da boschi cedui di faggio, misti ad abete bianco, più adatti alle condizioni ambientali presenti. Si sale fino a Colle del Lupo, toponimo che sta ad indicare come, in tempi passati, questa zona fosse particolarmente frequentata dai lupi. Lungo il sentiero è presente un piccolo ed abbandonato rifugio in legno che può fungere da riparo, in caso di necessità , per i visitatori.

Da qui inizia il secondo tratto del percorso, d’ora in poi meno impegnativo, si prosegue in discesa, tra un’alternanza di pini e di faggi, verso “Cava dell’Orso” ove si abbandona il sentiero e si prosegue su una deviazione che conduce ai Giganti di Gallopane, dove sono presenti alcuni esemplari di Pino Laricio con età media di circa 250 anni, un’altezza di circa 40 metri ed un diametro di circa 1,3 metri. Sul tronco degli alberi si possono osservare i segni della resinazione, un’antica tecnica utilizzata in passato per estrarre la resina, utilizzata per diversi scopi tra cui quelli terapeutici.
In seguito si torna indietro, riprendendo nuovamente il sentiero. Continuando a scendere, si costeggia un torrente nelle cui acque vive la trota fario.

Dopo poche centinaia di metri si esce sulla SS 282, proseguendo su un breve tratto in salita, si arriva al punto di partenza.
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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 30 Settembre 2009 16:13 )


